Quando tu o una persona cara sperimentate un infarto, la prima cosa da fare è chiamare immediatamente un soccorso medico. Tramite il 112 o il sito Soccorsi.it, mettetevi subito in contatto con i soccorritori di emergenza affinché possano raggiungervi il prima possibile. Quando si tratta di infarto, anche noto come infarto miocardico o attacco di cuore, la tempestività è tutto: bisognerebbe intervenire infatti entro 1 h dalla comparsa dei sintomi e ripristinare il flusso di sangue entro 90 min.
Ma cosa fare in caso di infarto mentre si attende l’ambulanza? L’intervento dei soccorsi non è sempre immediato, quindi è fondamentale saper intervenire nell’attesa e conoscere alcune delle tecniche di primo soccorso.
Cosa fare in caso di infarto: 1. Riconosci i sintomi!

- Dolore o disagio al petto: spesso descritto come una sensazione di pressione, schiacciamento, pienezza o dolore che può durare per più di pochi minuti o andare e venire.
- Dolore in altre parti del corpo: il dolore può irradiarsi alle spalle, al collo, alla mascella, alle braccia (in particolare al braccio sinistro) o alla schiena.
- Difficoltà respiratorie
- Sudorazione fredda
- Nausea o vomito
- Stordimento, vertigini o svenimento
Nelle donne, i sintomi possono essere leggermente diversi da quelli tipicamente osservati negli uomini. Mentre il dolore toracico è un sintomo comune sia per gli uomini che per le donne, le donne spesso presentano sintomi più sottili o atipici come dolore alla mandibola, sensazione di stanchezza estrema, mancanza di respiro senza una causa apparente, insonnia.
Cosa fare in caso di infarto: 2. Chiamare i soccorsi
Una volta riconosciuto uno o più di questi sintomi, o anche se hai il minimo dubbio, è fondamentale chiamare subito i soccorsi. Componi il numero 118 o il 112, il numero telefonico per le emergenze mediche europeo. Questo è un servizio gratuito che può essere utilizzato per richiedere assistenza sanitaria urgente in caso di malori, incidenti, infortuni o altre situazioni di emergenza che richiedono l’intervento immediato di personale medico.
Quando chiami, la tua chiamata viene indirizzata alla centrale operativa di emergenza sanitaria più vicina. Qui, operatori qualificati risponderanno e valuteranno la situazione. Questi operatori sono formati per raccogliere informazioni essenziali in modo rapido ed efficiente.
Ti chiederanno molto probabilmente:
- La natura dell’emergenza: descrivi chiaramente i sintomi o l’incidente.
- Il luogo preciso in cui ti trovi: fornisci l’indirizzo esatto o riferimenti che possano aiutare i soccorsi a trovarti rapidamente.
- Lo stato di coscienza della persona coinvolta: specifica se la persona è cosciente, respira o mostra segni di peggioramento.
- La presenza di eventuali pericoli immediati: segnala se ci sono fattori di rischio nell’ambiente, come traffico intenso, incendio o sostanze pericolose.
Cerca di mantenere la calma durante questa fase, poiché le informazioni che fornisci sono fondamentali per permettere all’operatore di determinare quali risorse inviarti, come il tipo di ambulanza e il personale di assistenza specializzato a bordo. Se sei da solo e trovi difficile effettuare questa operazione, chiedi aiuto a qualcuno nelle tue vicinanze. È importante avere qualcuno vicino anche dopo aver chiamato, che possa assisterti nel primo soccorso. La presenza di un’altra persona può fare una grande differenza nell’attesa dei soccorsi, offrendo supporto emotivo e pratico.
Cosa fare in caso di infarto: Primo soccorso

L’aspirina aiuta a prevenire l’ulteriore aggregazione delle piastrine, riducendo così la dimensione del coagulo. Per un più rapido assorbimento, è consigliabile masticare l’aspirina piuttosto che inghiottirla intera. Questo accelera l’entrata del farmaco nel flusso sanguigno. Ovviamente questo passaggio va seguito esclusivamente nel caso in cui non hai allergie.
Se la persona non è più cosciente, è necessario passare alla fase della rianimazione. Questa è la parte più complessa, che idealmente dovrebbe essere eseguita da personale addestrato. Tuttavia, se sei in attesa dei soccorsi, è fondamentale intervenire nel frattempo. Se la persona non respira o non senti il battito, inizia immediatamente la rianimazione cardiopolmonare (RCP).
La rianimazione in caso di arresto cardiaco
La rianimazione cardiopolmonare (RCP) consiste in una serie di interventi d’emergenza volti a mantenere artificialmente la circolazione del sangue e l’ossigenazione del corpo in caso di arresto cardiaco. Queste manovre possono essere effettuate solo dopo essersi accertati dell’assenza del polso centrale (carotideo o femorale), ossia quando il cuore ha smesso di battere efficacemente. Se la RCP viene eseguita su una persona con un cuore ancora funzionante, si rischia di peggiorare la situazione provocando danni fisici come fratture alle costole, danni agli organi interni e traumi toracici, nonché interruzioni del ritmo cardiaco e complicazioni respiratorie.
La RCP rientra nell’insieme di manovre a supporto delle funzioni vitali di base, meglio noto con l’acronimo BLS (Basic Life Support). Questo tipo di rianimazione è fondamentale per mantenere in vita una persona fino all’arrivo dei soccorsi medici e serve a:
- Mantenere la circolazione del sangue: Le compressioni toraciche aiutano a pompare il sangue attraverso il corpo.
- Ossigenare il sangue: Le insufflazioni (respirazione bocca a bocca) forniscono ossigeno ai polmoni.
Se non sei addestrato a eseguire le insufflazioni, puoi effettuare solo le compressioni toraciche. Anche le sole compressioni possono essere efficaci nel mantenere la circolazione del sangue fino all’arrivo dei soccorsi. Esegui sempre le manovre secondo le indicazioni telefoniche del 118 o del 112.

- Posizionamento delle mani:
- Metti il palmo di una mano al centro del torace della persona
- Posiziona l’altra mano sopra la prima e intreccia le dita.
- Esecuzione delle compressioni:
- Con le braccia dritte, usa il peso del tuo corpo per eseguire compressioni forti e rapide
- Effettua 30 compressioni
Dopo aver effettuato le 30 compressioni, apri le vie aeree inclinando delicatamente la testa della persona all’indietro (non farlo se sospetti una lesione al collo) e sollevando il mento. Questo movimento aiuta a mantenere aperte le vie respiratorie. Se sei in grado di farlo, procedi con le insufflazioni: chiudi le narici della persona, copri la sua bocca con la tua e soffia due volte. Puoi anche usare altri metodi come bocca-naso, bocca-maschera o un pallone di Ambu (un dispositivo che aiuta a ventilare il paziente). Dopo le insufflazioni, continua il massaggio cardiaco fino all’arrivo dell’ambulanza.
Cosa non fare in caso di infarto
In una situazione come questa, la primissima cosa da non fare è sottovalutare i sintomi e pensare di poter risolvere da solo senza l’intervento di personale medico. Anche se fossi adeguatamente addestrato per effettuare le manovre di primo soccorso, è importante sapere che la rianimazione cardiopolmonare (RCP) non garantisce il salvataggio della persona, ma consente solo di ritardare la morte in attesa del soccorso avanzato. Pertanto, chiama sempre i soccorsi immediatamente! Questa è l’azione che non deve mai essere ritardata. Inoltre, anche se i sintomi sembrano lievi o intermittenti, è fondamentale prendere subito sul serio ogni segnale di infarto. Purtroppo, un infarto cardiaco è una delle cause di morte più frequenti e può verificarsi improvvisamente anche in soggetti che non avevano mostrato segni di problemi fisici. Non aspettare nella speranza che i sintomi passino! È meglio chiamare subito i soccorsi (112 o 118) piuttosto che aspettare e rischiare un peggioramento.
Un’altra cosa da non fare in caso di infarto è prendere l’iniziativa di andare da solo in ospedale. Guidare durante un infarto è estremamente pericoloso sia per te che per gli altri. Piuttosto, chiedi a qualcuno di accompagnarti o attendi l’ambulanza, che è la scelta migliore. Non mangiare o bere nulla. Potrebbe essere necessario un intervento medico immediato e avere lo stomaco pieno può complicare le procedure mediche, come la somministrazione di anestesia.
Inoltre, non assumere farmaci a meno che non siano stati specificamente prescritti per una situazione di emergenza come questa. Tuttavia, se il tuo medico ti ha già istruito a prendere un’aspirina in caso di infarto, allora è consigliabile farlo, a meno che non sia controindicato per te.

